Gli Elmetti antinfortunistici

L’utilizzo di elmetti antinfortunistici nel luogo di lavoro è fondamentale per proteggere il lavoratore da una serie di rischi cruciali per la sua salute.

 

Per questo, è importante conoscere la Normativa di riferimento e le tipologie di Dispositivi di Protezione Individuale adatti alla propria mansione, considerandoli sempre in relazione ai rischi specifici del lavoro che svolgiamo.

 

La prevenzione dei rischi per la testa dei lavoratori

 

Prima di tutto, dobbiamo andare a considerare quali sono i rischi verso i quali il lavoratore viene protetto grazie agli elmetti protettivi.

 

Come sancito nell’allegato VIII del D.Lgs. 81/2008, i criteri di sicurezza ed i criteri prestazionali che devono avere i Dispositivi di Protezione della testa, hanno il fine di proteggere il lavoratore da:

 

-       Rischi meccanici, cioè dai rischi derivanti dalla caduta di oggetti, oppure dall’impatto al suolo;

-       Rischi di schiacciamento, garantendo una resistenza alla pressione laterale;

-       Rischi elettrici, garantendo isolamento elettrico e delle proprietà dielettriche;

-       Rischi termici, proteggendo il lavoratore da temperature eccessivamente calde o fredde;

-       Rischi derivanti da spruzzi di metallo fuso;

-       Rischi derivanti da visibilità ridotta, garantendo una segnalazione riflettente che permette l’individuazione del lavoratore.

 

Nel momento in cui il Datore di Lavoro ha eseguito una valutazione specifica della natura e di tutti i potenziali rischi che il lavoratore può correre, si potrà andare ad individuare il corretto Dispositivo di Protezione del Capo, facendo riferimento alle Normative vigenti.

 

Le Normative UNI EN, individuano 4 tipologie di elmetto, che proteggono il lavoratore, in base al settore lavorativo specifico nel quale opera, che sono:

 

·      gli eletti di protezione per l’industria, così come stabilito dalla Norma UNI EN 397, che hanno come scopo fondamentale quello di proteggere la parte superiore della testa del lavoratore da lesioni provocate da oggetti in caduta;

·      gli elmetti copricapo antiurto per l’industria, così come stabilito dalla Norma UNI EN 812, che hanno come scopo fondamentale quello di proteggere la testa del lavoratore dall’urto con oggetti duri ed immobili;

·      gli elmetti di protezione per i Vigili del Fuoco, così come stabilito dalle Norme UNI EN 443:2008, UNI EN 16471:2014 e UNI EN 16473:2015, che hanno come scopo fondamentale quello di garantire la protezione della testa del suo utilizzatore, coinvolto in pericoli derivanti dalle operazioni attribuite alla categoria lavorativa dei Vigili del Fuoco;

·      gli elmetti per gli alpinisti, così come stabilito dalla Norma UNI EN 12492, che hanno come scopo fondamentale la protezione della testa del loro utilizzatore da possibili impatti derivanti dagli sport di montagna, come l’arrampicata o l’alpinismo.

 

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio queste diverse tipologie di elmetti.

 

Gli Elmetti di protezione per l’Industria

 

Come abbiamo detto precedentemente, la Normativa a cui fanno riferimento gli elmetti di protezione per l’industria, è la UNI EN 397, che li definisce come dei copricapo il cui scopo primario è quello di proteggere la parte superiore della testa dell’utilizzatore contro lesioni che possono essere provocate da oggetti in caduta”.

 

La Norma UNI EN 397, stabilisce, inoltre, tutti i requisiti minimi per la loro costruzione, specificando che, questo tipo di elmetti, devono comprendere almeno una calotta e una bordatura.

Per quanto riguarda i materiali da impiegare, questi devono essere di alta qualità, garantendo la durevolezza nel tempo, senza subire importanti alterazioni causate dall’invecchiamento, dall’esposizione ad agenti atmosferici, a sostanze, vibrazioni e dal contatto con la pelle dell’utilizzatore.

Oltre ad essere resistenti e di qualità, i materiali devono però garantire anche confort al lavoratore e essere quindi leggeri.

La calotta dalla quale devono essere costituiti, deve coprire la parte superiore della testa del lavoratore, scendendo fino al bordo superiore della fascia presente sulla parte frontale dell’elmetto.

L’elmetto di protezione per l’industria deve inoltre avere una resistenza uniforme, possibilmente non maggiormente rinforzata in alcun punto.

Infine, come stabilito dalla Norma UNI EN 297, gli Elmetti di protezione per l’industria devono avere stampata o impressa la marcatura CE.

 

Gli Elmetti copricapo antiurto per l’Industria

 

Gli Elmetti copricapo antiurto per l’Industria sono definiti dalla Norma UNI EN 812 come strumenti che hanno il fine di ”proteggere la testa dell’utilizzatore dalle lesioni causate da un urto della testa contro oggetti duri e immobili”.

A questo scopo, questa tipologia di elmetti di protezione deve essere necessariamente dotata di mezzi che gli permettano di assorbire l’energia causata da un impatto.

Sono costituiti, quindi, da una calotta liscia, che a volte può essere rivestita da un involucro esterno; inoltre, devono anch’essi essere costruiti con materiali che garantiscano una loro durata inalterata nel tempo, mantenendo la resistenza, ma configurandosi comunque come leggeri da indossare per il lavoratore.

Al fine di garantire il confort dell’utilizzatore, gli elmetti copricapo antiurto per l’industria devono essere progettati in modo da permettere la massima regolazione della bordatura nella calotta e senza presentare, al loro interno, sporgenze o qualsiasi dispositivo che possa causare lesioni all’utilizzatore, nel caso di incidenti.

La Norma UNI EN 812, che definisce le prerogative e caratteristiche degli elmetti copricapo e antiurto per l’Industria, impone anche che gli elmetti riportino la marcatura CE.

La Norma stabilisce, infine, quali sono i rischi per la testa dai quali questi elmetti devono proteggere il suo utilizzatore, cioè:

-       rischi di natura elettrica, causati da accidentali contatti con elementi in tensione;

-       rischi di natura meccanica o termica, causati da proiezione di detriti o cadute gravi;

-       rischi di natura chimica, causati da spruzzi o colate di elementi dannosi per la salute per composizione o temperatura.

 

 

Gli Elmetti di protezione per i Vigili del Fuoco

 

La tipologia di lavoro che viene effettuata dai Vigili del Fuoco, prevede una maggiore protezione, dati gli importantissimi rischi che essi corrono.

 

Esaminiamo le diverse Norme che pongono i lavoratori a protezione rispetto a questi gravi rischi.

 

Prima di tutto, la Norma EN 433:2008, che ha esteso i requisiti di sicurezza per gli elmetti di protezione dei Vigili del Fuoco, individuando come più importanti:

 

-       la resistenza al calore e alle fiamme;

-       la presenza di uno schermo visore e di protezione per il viso;

-       l’assorbimento degli urti e dei colpi;

-       un’alta efficacia e resistenza del sistema di fissaggio dell’elmetto;

-       la stabilità laterale;

-       l’isolamento elettrico;

-       la resistenza alla penetrazione

 

Gli elmetti che fanno riferimento alla Norma UNI EN 16471:2015, invece, sono quelli impiegati per la lotta contro gli incendi boschivi e quelli della vegetazione.

Rispetto agli elmetti che proteggono i lavoratori impiegati nello spegnimento di incendi all’interno degli edifici e di altre strutture, questi elmetti prevedono soltanto:

 

-       la protezione della testa contro il calore e le fiamme;

-       l’assorbimento degli urti e dei colpi.

 

Infine, è utile anche accennare alla Norma UNI EN 16473:2005, che si riferisce agli elmetti per i soccorsi tecnici.

In questo caso, deve essere garantita la protezione termica e, soprattutto, la protezione contro i pericoli elettrici, contro i rischi meccanici e contro quelli chimici.

 

Gli Elmetti per Alpinisti

 

Gli elmetti per Alpinisti hanno il principale compito di proteggere i soggetti da eventuali cadute e dagli impatti contro oggetti contundenti, ma anche contro altre persone. Si fa riferimento, per esempio, alla potenziale caduta di sassi o alla possibilità di sbattere e colpire pareti rocciose durante le scalate.

 

Gli elmetti per alpinisti devono, inoltre, proteggere la testa minimizzando l’energia d’impatto che viene scaturita quando copri e oggetti in movimento si scontrano: a questo fine, gli elmetti per alpinisti sono realizzati con materiali che permettono di trasferire alla testa la minor energia possibile in caso di impatto.

 

La scelta degli elmetti di protezione antinfortunistici

 

Come abbiamo detto in precedenza, quando si deve scegliere l’elmetto di protezione più adatto alla propria mansione, la prima operazione da effettuare cade nelle mani del Datore di Lavoro, che deve avviare una valutazione specifica, per definire, in modo chiaro quale è la fonte e la natura di tutti i potenziali rischi nei quali può incorrere il lavoratore. Una volta che i rischi sono stati individuati, dovrà mettere in atto tutte le misure praticabili per ridurre o eliminare completamente questi rischi.

Solo quando sarà arrivato a questo punto, il Datore di Lavoro potrà individuare quale è il Dispositivo di Protezione Individuale più adatto per i propri lavoratore.

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