I kit anticaduta

Lavorare in altezza è molto pericoloso, per questo è importante dotarsi dei kit anticaduta per operare in tutta sicurezza e nel rispetto delle Normative vigenti.

 

I Kit anticaduta per lavorare in quota

 

I lavori in quota rientrano certamente tra i più pericolosi per i lavoratori, poiché l’estensione di un infortunio in questa condizione si rivela, la maggior parte delle volte fatale.

Si dovrà quindi utilizzare la massima attenzione nella sicurezza, quando si parla di attività lavorative che comportano che il lavoratori si trovi ad operare a più di 2 metri di altezza rispetto a un piano stabile. In questi casi, la strumentazione della quale dovrà essere dotato il lavoratore è regolata dalla vigente normativa per i lavori in quota.

 

Cosa è e da cosa è composto un Kit anticaduta

 

I kit anticaduta comprendono tutti i dispositivi e quindi l’equipaggiamento essenziali per tutti quei lavoratori che si trovano ad operare in quota.

 

Gli elementi che compongono i kit anticaduta sono tre, cioè:

 

-       l’Imbracatura;

-       l’Assorbitore;

-       il Punto di ancoraggio.

 

In questo articolo esamineremo le imbracature antinfortunistiche, mentre nel prossimo ci concentreremo sull’assorbitore ed il punto di ancoraggio.

 

Le imbracature anticaduta

 

Quando si deve andare a scegliere una imbracatura anticaduta, si deve partire da quale è il lavoro e l’attività per le quali si andrà ad utilizzare; infatti tutte le imbracature presenti sul mercato sono pensate per andare a rispondere alle esigenze di sicurezza specifiche per una tipologia di lavoro.

 

In generale, i componenti minimi che compongono una imbragatura anticaduta, dai quali poi si evolvono le varie tipologie in base agli ulteriori accessori di cui vengono dotate, sono:

 

-       gli spallacci (cioè i pettorali e dorsali);

-       i cosciali (cioè i gambali);

-       le fibbie di regolazione;

-       l’anello/i di ancoraggio.

 

E’ fondamentale che per il lavoratore l’imbracatura sia come una seconda pelle e per questo e data la possibilità che la debba utilizzare per lunghi periodi di tempo, è importante che sia comoda e leggera, in modo che non vada ad intralciare la sua attività lavorativa.

Sicuramente, maggiore è il tempo in cui il lavoratore deve indossare l’imbracatura e maggiore saranno gli agganci e la difficoltà di indossarla, mentre minore sarà il tempo e più sarà pratica e agevole da indossare.

 

Si comprende che, un altro aspetto molto importante da considerare quando si va a scegliere una imbracatura, sono i materiali di qualità e le cuciture che devono garantire durevolezza e resistenza nel tempo.

A questo proposito, a fare la differenza per le imbracature anticaduta, è la fettuccia con la quale si realizza questo Dispositivo di Protezione Individuale: più è alta la sua qualità e maggiore sarà la sua capacità di conservarsi.

Anche le imbottiture sono un elemento consigliabile da considerare, poiché, soprattutto per i lavoratori che devono indossare l’imbracatura per molte ore, è un punto a favore nel confort.

 

Quando si vuole acquistare una imbracatura anticaduta, una delle prime operazioni da fare è il controllo dell’etichetta: su di essa è riportato tutto ciò che è necessario sapere sul suo utilizzo, oltre al marchio CE di conformità verso i requisiti di sicurezza imposti dal Regolamento Europeo.

 

La Direttiva Europea per le imbragature antinfortunistiche

 

Le principali norme che disciplinano le protezioni anticaduta sono:

EN 341 Discensori
EN 353-2 Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile
EN 354 Cordini
EN 355 Assorbitori di energia
EN 358 Cinture e cordini di posizionamento sul lavoro
EN 360 Dispositivo anticaduta retrattile
EN 361 Imbracatura
EN 362 Connettori
EN 363 Sistemi di arresto caduta
EN 365 Requisiti generali per le istruzioni per l’uso, la manutenzione, l’ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l’imballaggio
EN 795 Dispositivi di ancoraggio – requisiti e prove

Oltre alle Norme appena citate, sono molto importanti anche due direttive che disciplinano i Dispositivi di Protezione Individuali, cioè:

 - la Direttiva 89/686/CEE. Questa Direttiva stabilisce le condizioni comuni di commercializzazione del Dispositivo di Protezione Individuale e la sua libera circolazione nell’Unione Europea. Va quindi principalmente a regolare la procedura di fabbricazione dei prodotti, oltre che le condizioni di commercializzazione e la loro applicazione dei Paesi membri, disciplinando la libera circolazione.
Contiene anche delle regole generali di come i Dispositivi di Protezione Individuale devono essere prodotti, comprese le procedure di certificazione di questi che avvengono in base a tre livelli:


• Categoria 1 – rischi leggeri
• Categoria 2 – rischi di lesione (esami del tipo obbligatori)
• Categoria 3 – rischi mortali (esami del tipo obbligatorio e controllo qualità ISO 9000)

- la Direttiva speciale 89/656/CEE. Questa Direttiva stabilisce i requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’utilizzo del Dispositivo di Protezione Individuale da parte dei professionisti che eseguono lavori in quota.
Regola inoltre le condizioni per un corretto utilizzo del DPI e di come questa protegga l’utente sul posto di lavoro.

 

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