L'aggiornamento norma UNI EN ISO 20471-2017 per gli indumenti ad alta visibilità

Gli indumenti ad alta visibilità sono obbligatori per Legge quando si lavora in luoghi in cui la visibilità è scarsa o sono presenti veicoli in movimento.

 

Questi Dispositivi di Protezione Individuale hanno dunque il compito di rendere visibili i lavoratori che li indossano, ogni qualvolta la loro sicurezza è a rischio, sia in ambienti chiusi che all’aperto, sia durante le ore notturne che in quelle diurne.

 

Esempi classici di ambienti di lavoro in cui è necessario utilizzare l’abbigliamento ad alta visibilità, sono le autostrade, ma anche le strade urbane ed extraurbane, i cantieri edili e gli aeroporti. In base all’ambiente di lavoro nel quale opera il lavoratore, esisteranno diverse tipologie di indumenti ad alta vestibilità che garantiranno una protezione maggiore o minore dell’utilizzatore.

 

La Norma che regola i requisiti e le applicazioni degli indumenti ad alta visibilità sono la UNI EN ISO 2047:2017.

 

Questa Normativa – entrata in vigore il 2 Febbraio 2017, a sostituzione e aggiornamento della precedente UNI EN ISO 20471:2013 – stabilisce tutti i requisiti minimi dell’abbigliamento ad alta visibilità, dalla composizione, al loro utilizzo e alla manutenzione e li classifica in tre classi di appartenenza.

Queste classi sono costruite in base al livello di rischio dal quale l’abbigliamento ad alta vestibilità protegge il soggetto, nello specifico riferendosi alla quantità di materiale fluorescente – cioè quello che permette al soggetto di essere visto durante il giorno – e retroriflettente – cioè quello che permette al soggetto di essere visto durante le ore notturne – dai quali è costituito l’indumento.

 

Tutti quanti i Dispositivi di Protezione Individuale che hanno lo scopo di rendere visibile il soggetto, sono realizzati con colori accesi, come l’arancio, il giallo e il rosso e con degli inserti catarifrangenti in quantità e spessore variabile in base alle esigenze.

 

Le classi di appartenenza degli indumenti ad alta visibilità si riferiscono sia al singolo capo ma possono anche essere raggiunte sommando insieme i diversi capi di abbigliamento antinfortunistico indossati dal lavoratore, al fine di raggiungere in questo modo la classe prevista dalla legge.

 

La prima classe relativa agli indumenti ad alta visibilità fa riferimento ad una protezione dai rischi legati ad una scarsa visibilità del soggetto che è considerabile come minima.

E’ pensata per tutti quei lavoratori che si trovano ad operare su strade dove i veicoli circolano a velocità ridotte, nello specifico sotto i 30 Km/h.

I capi di abbigliamento ad alta visibilità che appartengono a questa categoria, come le bretelle retroriflettenti, devono essere composti da una superfice di materiale fluorescente di 0,14 m2, da una superficie di materiale retroriflettente di 0,10 m2 e di almeno 2 metri di nastro riflettente, largo 5 cm.

 

La seconda classe relativa agli indumenti ad alta visibilità fa riferimento ad una protezione dai rischi legati alla scarsa visibilità del soggetto che è considerabile di media entità.

E’ pensata per tutti quei lavoratori che si trovano ad operare su strade dove i veicoli circolato a velocità medie come non superino i 60 Km/h, quindi si parla di strade urbane ed extraurbane.

I capi di abbigliamento ad alta visibilità che appartengono a questa categoria, come giubbotti pantaloni e giacche, devono avere una superficie di 0,50 m2 di materiale fluorescente, una superficie di 0,13 m2 di materiale retroriflettente e di almeno 2,6 m di nastro riflettente largo 5 cm.

Se il lavoratore andrà ad indossare due capi appartenenti alla seconda classe, combinandoli tra di loro, per esempio con una giacca ad alta visibilità che protegge il tronco e con dei pantaloni ad alta visibilità a protezione delle gambe, allora possiamo considerare questo abbigliamento come appartenente alla terza classe.

 

La terza classe relativa agli indumenti ad alta visibilità fa riferimento ad una protezione dai rischi legati alla scarsa visibilità del soggetto che possono essere considerati come molto consistenti.

E’ pensata, dunque, per tutti quei lavoratori che si trovano ad operare su strade urbane ed extraurbane ma anche – e soprattutto – in autostrade, dove i veicoli transitano molto velocemente, superando i 60 Km/h.

I capi di abbigliamento ad alta visibilità che appartengono a questa categoria, come tute, salopette e giacche lunghe, devono essere costituiti da una superficie di materiale fluorescente di 0,80 m2, da una superficie di materiale riflettente di 0,13 m2 e di almeno 4 metri di nastro riflettente ampio 5 cm. Il materiale riflettente di questi indumenti dovrà essere presente sul tronco, sulle braccia e sulle gambe del lavoratore, al fine di offrirgli la massima visibilità.

 

Oltre ai requisiti minimi presenti nelle varie classi di appartenenza, gli indumenti ad alta visibilità devono possedere anche altre caratteristiche, pensate sempre per garantire la massima protezione al suo utilizzatore, tra queste abbiamo:

 

-       la resistenza degli indumenti ad alta visibilità. Gli operatori che indossano questo tipo di indumenti, hanno spesso delle mansioni che li portano a lavorare in ambienti all’aperto e con condizioni climatiche che possono essere avverse;

-       la presenza del nastro riflettente su tutti i lati dell’indumento. Le condizioni climatiche avverse non minano solo la resistenza degli indumenti ad alta visibilità ma, ovviamente, soprattutto la visibilità stessa dell’utilizzatore. Per questo, apporre il nastro riflettente su tutti i lati dell’indumento, permette che il lavoratore sia individuabile a 360°, in tutte le condizioni atmosferiche;

-       la presenza di loghi è sconsigliata o per lo meno deve essere ben valutata. Questo perché si deve assicurare che il logo non occupi porzioni di superficie del nastro riflettente e, nel caso in cui lo facesse, la sua superficie andrebbe detratta dal conteggio totale del materiale utile, nella misura stabilita dalla classe di appartenenza;

-       la presenza delle bande riflettenti dovrebbe essere apposta sulle estremità degli arti. Questo elemento è importante al fine di garantire che l’utilizzatore sia sempre visibile grazie alla percezione dei suoi movimenti durante lo svolgimento del suo lavoro;

-       la presenza di marcatura deve essere presente su tutti gli indumenti ad alta visibilità, andando a fornire le informazioni di cui necessita sia il lavoratore che il Datore di Lavoro. Le informazioni che devono essere riportate nella marcatura sono:

·      il nome del produttore o dell’azienda produttrice;

·      il nome commerciale del prodotto o il suo codice identificativo;

·      la marcatura CE;

·      la taglia dell’indumento;

·      il numero di cicli di pulizia a cui può essere sottoposto l’indumento;

-       la presenza delle istruzioni per l’uso dell’indumento, cioè dell’insieme delle indicazione e suggerimenti per indossare e pulire il Dispositivo di Protezione Individuale.

 

In merito alla pulizia e manutenzione degli indumenti ad alta visibilità, questa ricopre un ruolo importante per mantenere elevata la loro efficacia e quindi protezione verso i rischi.

Leggendo l’etichetta presente sull’indumento potremo avere, come accennato, le informazioni sul numero massimo di lavaggi ai quali l’indumento può essere sottoposto, oltre alle informazioni sulla tipologia di lavaggio e stiratura. Il lavaggio non dovrà comunque essere effettuato con prodotti che siano troppo aggressivi e bisogna sempre seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dal produttore.

E’ buona norma tenere sempre pulito il proprio abbigliamento ad alta visibilità, eliminando macchie e lo sporco che può accumularsi a causa della propria mansione, come la polvere o la terra.

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