Tutto quello che c’è da sapere sulle imbracature anticaduta

Tutto quello che c’è da sapere sulle imbracature anticaduta, il Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) previsto dalla Legge per la tutela dei lavori in quota.

Le imbracature rientrano tra i Dispositivi di Protezione Individuali che, grazie alla loro capacità di distribuire omogeneamente lo sforzo in tutto il corpo, offrono protezione al lavoratore da una possibile caduta dall’alto.

L’imbracatura può essere considerata come un vero e proprio indumento da lavoro ed è costituita da larghe cinture di stoffa – dette “brache” - che sono collegate tra di loro. Queste cinture permettono al lavoratore di svolgere tutte le manovre in sicurezza.
Lo scopo principale delle imbracature è dunque la salvaguardia dell’utente durante lo svolgimento di lavori in cui c’è un effettivo rischio di caduta.
Questo Dispositivo di Protezione Individuale è utilizzato per diverse attività, da quelle sportive a quelle lavorative. 

In ambito sportivo, sono previste ad esempio nell’arrampicata o nell’alpinismo, attività molto rischiose per l’individuo, in cui l’imbracatura diventa uno strumento fondamentale ed efficace per essere protetti da eventuali cadute. Infatti, indossare questo DPI è obbligatorio tutte le volte che, anche se sono state già adottate tutte le altre tecniche di prevenzione, resta un minimo rischio di caduta dall’alto.

Le imbracature appartengono alla terza categoria di DPI, cioè quelli che garantiscono i massimi livelli di protezione, utili a salvaguardare l’utente da rischi come quello di morte o di lesioni gravi. 

La cruciale importanza per la sicurezza dell’utente fornita dalle imbracature, fa capire quanto è importante essere informati e, soprattutto, formati per un loro corretto utilizzo.

Tutte le imbracature sono realizzate con materiali molto resistenti. I vari nastri che formano l’imbracatura, chiamati “bretelle”, vengono creati con fibre tessili resistenti a diversi fenomeni atmosferici e che non provocano l’invecchiamento dello strumento stesso.
Non solo le bretelle, tutta la composizione dell’imbracatura deve essere resistente in ogni sua parte.

La Direttiva europea in materia di DPI

Esiste una apposita Commissione Europea che pubblica le norme riguardanti i Dispositivi di Protezione Individuale sulla Gazzetta ufficiale della Comunità Europea, dopo aver analizzato i decreti in questione. Questa Commissione detiene inoltre un potere di controllo sui vari produttori di DPI e sulle richieste pervenute.
Infatti, sono i costruttori dei diversi Dispositivi di Protezione Individuale a sottoporre i modelli da loro elaborati, insieme a tutta la relativa documentazione, alla Commissione Europea.

Questo procedimento ha lo scopo di avere in ogni occasione un maggior controllo e una verifica certificata dei DPI; tutti questi strumenti devono essere di tipo “CE” (Conformità Europea). Il marchio “CE” viene rilasciato e attestato solo dopo aver effettuato tutti i controlli necessari: il produttore, cioè il titolare della richiesta, deve garantire che tutto il processo di costruzione sia omogeneo (Art. 11 della direttiva 89/686/CEE) e che tutti i Dispositivi di Protezione Individuale creati siano conformi al modello da loro presentato e approvato.

Ad oggi le Norme principali che disciplinano i Dispositivi di Protezione Individuale anticaduta sono:


EN 341 Discensori
EN 353-2 Dispositivi anticaduta di tipo guidato comprendenti una linea di ancoraggio flessibile
EN 354 Cordini
EN 355 Assorbitori di energia
EN 358 Cinture e cordini di posizionamento sul lavoro
EN 360 Dispositivo anticaduta retrattile
EN 361 Imbracatura
EN 362 Connettori
EN 363 Sistemi di arresto caduta
EN 365 Requisiti generali per le istruzioni per l’uso, la manutenzione, l’ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l’imballaggio
EN 795 Dispositivi di ancoraggio – requisiti e prove

Oltre queste Norme, ci sono due Direttive molto importanti che disciplinano i Dispositivi di Protezione Individuali quali:
 - la direttiva 89/686/CEE. Questa stabilisce le condizioni comuni di commercializzazione del Dispositivo di Protezione Individuale e la libera circolazione nell’Unione Europea.
Questa Direttiva regola dunque principalmente la procedura di fabbricazione dei prodotti, le condizioni di commercializzazione e la possibilità per i Paesi membri di applicarle tali condizioni. Disciplina inoltre la libera circolazione dei prodotti all’interno dell’UE. Troviamo nella Direttiva anche tutte le diverse regole generali su come deve essere prodotto un Dispositivo di Protezione Individuale e sulle procedure di certificazione. Queste procedure avvengono in base a tre livelli:
• Categoria 1, relativa ai rischi leggeri;
• Categoria 2, relativa ai rischi di lesione, che prevede esami del tipo obbligatori;
• Categoria 3, relativa ai rischi mortali, che prevede, oltre agli esami del tipo obbligatori, anche il controllo qualità ISO 9000. Di questa ultima categoria fanno parte le imbracature, che hanno lo scopo di proteggere ”contro pericoli mortali o che possono nuocere gravemente e in modo irreversibile alla salute o cui effetti non possono essere percepiti a tempo debito”.

- la direttiva speciale 89/656/CEE. Questa stabilisce i requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’utilizzo del Dispositivi di Protezione Individuale da parte di tutti i professionisti che lavorano in quota. Regola dunque tutte le condizioni per un corretto utilizzo del DPI al fine di proteggerevl’utente sul posto di lavoro. In questa Direttiva è inoltre contenuta la definizione basilare di DPI, cioè: “qualsiasi dispositivo destinato a essere indossato o tenuto dal lavoratore per proteggersi da uno a più rischi suscettibili di minacciare la sua sicurezza o la sua salute sul lavoro”.

Sgancio rapido, corda e ancoraggio

Data l’importanza dell’imbracatura nella protezione individuale del lavoratore, viene affiancata da altri strumenti, atti a garantire una solida resistenza e a completare la sua funzione. 

Il primo tra tutti questi strumenti è sicuramente il casco. L’utilizzo del casco è, infatti, obbligatorio ogni qualvolta si indossi una imbracatura. Se, per esempio, si pensa ad una  caduta con mancanza di stabilità della posizione dell’utente – la cosiddetta caduta con effetto pendolo – si capisce che, se non s’indossasse il casco, le conseguenze sarebbero davvero nefaste. 


Nei sistemi di arresto di caduta, un elemento fondamentale è il punto di ancoraggio, cioè il punto in cui il sistema anticaduta è collegato in modo sicuro. Scegliere il corretto punto di ancoraggio è fondamentale per garantire la sicurezza dell’utente. 

Il tipo di ancoraggio varia in base alla struttura disponibile, in relazione al lavoro da svolgere e, soprattutto, in base al tipo di Dispositivo di Protezione Individuale utilizzato. Attraverso il punto di ancoraggio si verifica la resistenza dell’ancoraggio, oltre che la sua capacità di sopportare il peso dell’utente e le varie manovre che dovrà svolgere. In generale, la regola che si mette in pratica vuole che, un punto di ancoraggio, non deve avere una resistenza inferiore a 1000 Kg per ogni operatore ad esso collegato.
Ogni imbracatura è provvista di vari anelli a forma di “D”: attraverso questi “anelli ancoraggio” si creano i diversi collegamenti con gli altri strumenti, in primis tra punto di ancoraggio fisso e fune.


La fune - o corda - collega l’utente, attraverso l’imbracatura, al punto di ancoraggio. Il suo scopo è quello di limitare l’eventuale caduta libera dell’utente e per questo il materiale che la costituisce è scelto in base al lavoro da svolgere. Può essere realizzato in corda di fibra sintetica, da fune metallica, cinghia o catena. E’ molto importante verificare ciò che ci circonda in ogni ambiente di lavoro, come ad esempio se sono presenti spigoli, perché scegliere in modo corretto la fune comporta una garanzia di sicurezza anche sulla possibilità di danneggiare la fune stessa – per esempio se si lavora vicino a fonti di calore o in ambienti a rischio chimico.

Le migliori imbracature antinfortunistiche

Dopo aver capito nel dettaglio l’importanza delle imbracature antinfortunistiche, va da sé la necessità di scegliere il prodotto giusto in base al lavoro da realizzare. In mancanza di informazioni e conoscenza in materia è fondamentale rivolgersi a persone competenti e preparate. 

Il mercato offre una vasta gamma di modelli, alcuni dei quali possono anche essere personalizzati per lo specifico tipo di utilizzo. 

Se il lavoro da svolgere è in quota, quindi su tetti o ponteggi, l’imbracatura deve avere le seguenti caratteristiche:
• L’anello a D di ancoraggio
• Punti di ancoraggio anteriori utilizzati per l’accesso, il sollevamento o durante le eventuali fasi di ricupero.
• La regolazione delle bretelle e dei cosciali per una migliore protezione.
• Fibbie o anelli atti ad assicurare le attrezzature necessarie al lavoro.

Vale sempre la regola che, per trovare la migliore imbracatura, quella che garantisca la massima protezione per l’utente, ci si deve rivolgere a rivenditori professionisti. 

Job Shop offre una vasta selezione di imbracature certificate e sicure; puoi trovarle nel nostro punto vendita e sullo shop online. 

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